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POESIE VINCENTI
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2° Premio Nazionale Racconti e Poesie D’Autunno
1° Classificata
AUTUNNO
Di Simona Florio
Piove di grigio ovunque.
Come ombre danzanti gli alberi,
tra le gocce e la terra,
avanzano all’orizzonte.
Processioni disordinate
nell’abbandono del mondo.
Osservo spettatrice incredula
l’autunno che ho dentro.
Vorrei che una foglia rosso scarlatto mi riscaldasse il cuore.
2° Classificato
INNAMORARSI D’AUTUNNO
Di Augusto Funari
Ancora una volta ti penso e ti ritrovo
Lungo questo viale, di novembre,
Sotto queste luci gravide
Delle mie lacrime migliori.
Ancora una volta ti guardo e mi chiedo
Quali strane dinamiche mi portino
Ad esser sempre in ritardo con la vita
E quali insidiosi tracciati segua il tempo.
Se sia per caso, per destino,
O per irresistibile cognizione
Ch’io non riesca a tenergli il passo.
Anche stanotte, dunque,
Come quest’algida nebbia,
Egli taglia il mio futuro e il mio passato
Subordina il mio inconscio prepotente
E implacabile mi mostra
Solo il senso del presente.
Ma tu….
Tu che nelle mani hai la vita
Tu che nulla sai di me
Tu che mi appari nella nebbia
Del mio avido esistere ,
E Incroci il mio tempo rabbioso…
Tu scandisci con il sorriso
La mia amara percezione
Di non avere più il tempo
Per regalarti qualcosa di più
Che un pavido pensiero d’Autunno.
3° Classificata
VIALI D’OTTOBRE
Di Antonella Riccardi
Viali d’ottobre silenziosi,
ghiaia calpestata con mestizia
dall’ultimo viandante
che affretta il passo.
Vapori che s’elevano muti nell’aria,
pensieri che assaporano
il tepore del familiare nido…
Nell’opacità del giorno volto al crepuscolo,
cirri rosati spazzano via la bella stagione;
voli di stormi in fuga sui tetti della città,
disegnano geometrie perfette
con la leggiadria di vorticose danze.
Nei giardini oramai vuoti,
solo l’eco di risa
e rimembranze di volti dalle tinte vermiglie,
per la corsa spensierata attorno al mondo…
Io e te,
ci ritroviamo da sempre qui, su questa panchina,
nei viali spogli d’ottobre;
stagione dopo stagione,
fili d’argento adornano le nostre chiome.
Già ieri le messi imbiondivano nei campi,
distese sconfinate di papaveri
sussurravano al vento,
il nome tuo!
Poi, Ottobre…
Vendemmia e canti tra i tralci ridondanti di raspi,
voci inneggianti al dolce frutto della vite.
Nel turbinio di foglie avvizzite,
timidi baci rubati alla fievole luce del lampione.
Nel luccichio della brina,
io principessa d’una fiaba d’autunno,
tu, mio re, dal sapore di caldarrosta!
Su questa panchina,
sfogliamo emozioni di carta,
pagine di vita,
che solinghe si confondono con la sottile bruma.
Nel desio del novello risveglio,
deserti viali d’ottobre,
s’abbandonano stanchi ,
alle mute ombre dell’inverno.
1° Premio Nazionale Racconti e Poesie D’Estate
1° Classificata
QUESTA AMARA ESTATE
Di Maricla Di Dio
Non riporta, il vento, il seme di trascorse estati
quando vele di luce cavalcavano
pascoli d’azzurri
Quando cantava la vita oltre il bastione
nido d’ebbrezze la tua bocca
nel fecondare della notte
Non riporta, il vento tinnir di fronde né
lucciole tra pietre bianche e grappoli
di felci e fieno stremato
da calure, dove un giaciglio ancora piega
il campo e serba
il tuo calore
No. Non somiglia a ieri questa estate svenata
dai languori del sogno, sradicata, irrisa
Gramigna intollerante, erba
di vento e sale, già senza sangue e palpito
né un refolo benevolo su piume oltre i cimali, su spiagge
d’orzo, sotto l’inchiostro di una notte d’afa
Non somiglia a ieri…
Porta, quest’amara estate, aridità di smorte dune
Un silenzio di cieli
senza lune, mutilato e afflitto
Solo abitato da un tarlo che divora
lento il nero e l’addio di un volo
cieco e senza nido.
2 ° Classificata
E’ FINITA, L’ESTATE
Di Pia Deidda
Chiudi gli scuri
è finita, mi hai detto
e di colpo scompare
la lamina splendente
che fendeva in due la valigia sul letto.
Non porterò con me questa penombra,
ma l'odore del basilico
il sapore del pistacchio
la sensazione dei freddi tuffi
il calore dello scoglio sulla pelle,
insieme al tempo, che
vicino a te è passato, come sabbia
fra le mie mani divenute clessidra.
3° Classificata
INCONTRO
Di Rossella Liverani
Dal parco ombroso nella calura estiva,
Dal parco ombroso nella calura estiva,
un vecchio giunge e siede alla panchina.
Lo sguardo assente, perduto nel tempo,
la testa incanutita e china.
Nel cielo arso di quel giorno
una bambina che di lì appresso
allegra gli correva,
curiosa si sofferma e gli si posa accanto.
Gli occhi di lui offuscati e tristi
nei laghi verdi di costei s' immergono
e festosi alla mente come per incanto,
vaghi ricordi e freschi gli sovvengono.
Rimpianti di sogni svaniti ,di dolci fragranze
Sfuggiti in un soffio ,nel bagliore di un lampo.
A stento l’ombra s’alza ,spoglia di speranze
con passo lento e stanco d’abitudine.
Si avvia curvo nei colori del tramonto
e sorridendo le sussurra piano:
"Che nome porta quel tuo soave volto ”
" Mi chiamo Solitudine”
bisbiglia lei prendendolo per mano.
3° Classificato
DISCORSO ALLA MORTE
Di Augusto Funari
Quando ci incontreremo
Non troverai altro che me.
Non indugiare dunque a guardarmi
Non scavare nella mia terra.
Non cercare nel profondo.
Ci sono segreti nel mio giardino
Che tu non vedrai.
Quando ci incontreremo
Forse la mia estate sarà finita,
Ma la mia casa sarà solida,
Il mio sogno sarà vitale,
La mia erba ancora verde.
Troverai foglie che non cadranno
E fiori che fioriranno comunque.
Quando ci incontreremo
Non ti farò regali
Non ti aprirò la mia porta
Non ti darò la parte migliore di me
Non ti offrirò i miei sogni.
Perché la mia mente è stata libera
E le mie lacrime vere.
Quando ci incontreremo
Non parlarmi,
Non annunciarti,
Non illudermi,
Non ingannarmi,
Perché io non sono altro che un uomo.
Avrò paura.
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